Reati ambientali, via libera del Senato

Approvato in Senato il Disegno di Legge sugli ecoreati. Pene fino a 15 anni

ReatiAmbientali1Dopo 18 anni di battaglie, il Senato dà il via libera definitivo al provvedimento contro gli ecoreati e il testo diventa legge. Il Ddl punta a rafforzare il contrasto ai delitti contro l’ambiente attraverso l’introduzione nel codice penale di 5 nuovi reati: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Il testo nasce da una proposta di legge a firma del presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci e da quelle di Salvatore Micillo (M5S) e Serena Pellegrino (Sel). Tra le novità da sottolineare che i termini di prescrizione per i reati ambientali sono raddoppiati e le pene possono arrivare fino a 15 anni di reclusione, mentre è prevista una diminuzione dei due terzi delle pene in caso di ravvedimento operoso. Inoltre, in sede di condanna o patteggiamento per reati ambientali, sono previsti la confisca dei beni e il ripristino dello stato dei luoghi. Il Senato ha confermato la soppressione, decisa alla Camera, del divieto di utilizzare la tecnica air gun per la ricerca di idrocarburi in mare.

Cosa prevede la legge:

INQUINAMENTO AMBIENTALE
Il nuovo articolo 452-bis del codice penale punisce l’inquinamento ambientale, con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro, chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento “significativi e misurabili” dello stato preesistente “delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo” o “di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”. Sono inoltre previste delle aggravanti: reclusione da 2 anni e 6 mesi a 7 anni se dall’inquinamento ambientale derivi ad una persona una lesione personale; reclusione da 3 a 8 anni se ne derivi una lesione grave; reclusione da 4 a 9 anni se ne derivi una lesione gravissima reclusione da 5 a 12 anni in caso di morte della persona. Ove gli eventi lesivi derivati dal reato siamo plurimi e a carico di più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo, fermo restando tuttavia il limite di 20 anni di reclusione

ReatiAmbientali2DISASTRO AMBIENTALE
È punito con la reclusione da 5 a 15 anni. Riguarda un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l’offesa all’incolumità pubblica determinata con riferimento, sia alla rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. Il disastro ambientale è aggravato ove commesso in un’area protetta o sottoposta a vincolo o in danno di specie animali o vegetali protette

TRAFFICO E ABBANDONO MATERIALI AD ALTA RADIOATTIVITÀ
L’art. 452-sexies punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività. Il delitto è commesso da chiunque abusivamente “cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività, ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente”

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO
È punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni l’impedimento del controllo ambientale, negando o ostacolando l’accesso ai luoghi, ovvero, mutando artificiosamente il loro stato. Il delitto di inquinamento ambientale e quello di disastro ambientale, commessi per colpa e non per dolo, sono puniti con pene ridotte fino ad un massimo di due terzi. Un’ulteriore diminuzione di un terzo della pena è prevista per il delitto colposo di pericolo per l’ambiente

ASSOCIAZIONI CONTRO L’AMBIENTE
Sono previste specifiche aggravanti nel caso di commissione in forma associativa dei nuovi delitti contro l’ambiente

RAVVEDIMENTO OPEROSO
Diminuzione di pena dalla metà a due terzi per chi si impegna a evitare che l’attività illecita sia portata a conseguenze ulteriori o provvede alla messa in sicurezza, bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, “prima che sia dichiarata l’apertura del dibattimento di primo grado”. Se si collabora concretamente con l’autorità di polizia o giudiziaria per ricostruire i fatti illeciti e per rintracciare gli autori, si ha una diminuzione della pena da un terzo alla metà

CONFISCA
In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, nonché per i reati associativi, il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo. Niente confisca quando i beni appartengano a terzi estranei al reato.
Se la confisca dei beni non è possibile, il giudice ordina la confisca per equivalente. I beni e i proventi confiscati sono messi nella disponibilità della pubblica amministrazione competente e vincolati all’uso per la bonifica dei luoghi. Niente confisca quando l’imputato abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza dei luoghi e, se necessario, alla loro bonifica e ripristino. In caso di condanna o patteggiamento per uno dei nuovi delitti ambientali, il giudice ordina al condannato il recupero e, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi

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